ornellamastrogiovanni

Sono nata a maggio nel 1964 da mamma veneziana e papà di Orria Cilento, un paesino nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in Campania. Sono nata a Venezia, per essere esatti al Lido di Venezia, ci tengo a precisarlo perchè sono due cose completamente diverse. Vivere al Lido di Venezia vuol dire stare a poche centinaia di metri dal mare ed infatti sono cresciuta con il suono del mare nelle orecchie… lo stesso mare che si sente appoggiando le conchiglie alle orecchie.

Ho vissuto lì 19 anni e nel frattempo ho preso il diploma al Liceo Artistico di Venezia. Ho scelto quel liceo poichè, nella vita, volevo fare qualcosa che mi piacesse, a tredici anni pensavo che avere una professione che ti piace fosse una cosa importante e lo penso ancora adesso.

Dopo il liceo volevo fare l’illustratrice ed effettivamente ho pubblicato vari libri illustrati per ragazzi con la Casa Editrice Capitol di Bologna, con Edicart di Legnano, ma non era una strada facile da percorrere in Italia, perciò sono andata a Londra. All’inizio ho lavorato come commessa, ma appena sono riuscita ad impadronirmi della lingua ho preso appuntamento con un gran numero di Case Editrici. É stata una esperienza bellissima, non ho mai trovato tanta gente carina come in quella occasione, ne conservo ancora il ricordo. Per fortuna non si è trattato solo di belle chiaccherate, la Walker Books Publishing mi ha commissionato un libro illustrato per bambini.

Poi sono tornata in Italia, ho vissuto a Venezia fino all’1989 e in quel periodo ho partecipato, come grafico pubblicitario, all’allestimento della prestigiosa Mostra “i Fenici” a Palazzo Grassi a Venezia, su progetto di Pierluigi Cerri e Gae Aulenti e al progetto di segnaletica dei mondiali di calcio del 1990 con Giorgio Camuffo. Per un periodo ho collaborato nel suo studio.
L’esperienza con questi “grandi” della comunicazione mi ha insegnato ad osare, a non avere paura di pensare in grande.
Nella primavera del 1989 mi sono sposata e sono andata a vivere nel Litorale del Cavallino, a Ca’ Savio. É stato il richiamo del mare?… ricordo ancora con nostaligia le biciclettate sul lungo laguna, dove all’improvviso ti trovi circondato dalle barene, tra garzette, cavalieri d’italia ed aironi.  Visto che ero in terraferma, sono andata a lavorare a San Donà di Piave dove ho gestito, con altri soci, un’agenzia di pubblicità ed ho preso la qualifica di Tecnico pubblicitario professionista.

Nel 1993 è nata mia figlia Giulia, poi Francesca e Tommaso e, visto che non avevo nessuna intenzione di lasciare il mio lavoro, ho cominciato a lavorare come Graphic Designer freelance utilizzando quando potevo l’illustrazione che rimaneva sempre nel mio cuore. Da allora ho seguito i miei clienti, con entusiasmo e professionalità, ma qualche anno fa si è riacceso il desiderio, mai sopito, di tornare a disegnare. Prima mi dedicavo a questa passione nei week-end, poi ho frequentato corsi di illustrazione con grandi illustratori come Svjetlan Junakovic, Eva Montanari, Mauro Evangelista e corsi di calligrafia artistica con Monica Dengo. firmaOrnella

Intanto i miei figli crescevano, il piccolo Tommaso ha cominciato a giocare a basket (se non ve lo dico non me lo perdonerà mai) e le mie due figlie hanno iniziato a studiare danza classica. Il mondo della danza, da subito, si è rivelato particolare. Ho seguito le mie figlie per anni e spesso mi sono trovata ad aiutarle negli spogliatoi, a condividere gioie, delusioni, dubbi, soddisfazioni. Ho visto crescere in loro la passione e il desiderio di proseguire quella via sperando di poter un giorno ballare per professione. Ho amato quegli spazi, quei palchi, quei teatri, ma soprattutto quei ragazzi così motivati e determinati che non ho potuto fare a meno di cominciare a disegnarli e dipingerli. All’inizio è stato facile, era per me un divertimento, l’espressione di una passione, ma poi ho pensato che tutte quelle emozioni, riflessioni, sacrifici, delusioni… dovevano essere condivise. Ecco come è nata  RITMO DI VITA e la conseguente DANCEGALLERY Collection

“Esiste un solo problema, uno sulla terra. Come ridare all’umanità un significato spirituale, suscitare un’inquietudine dello spirito. É necessario che l’umanità venga irrorata dall’alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli ad un canto gregoriano.